Crusaders: Cosa c’è dietro il successo nel derby d’esordio

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Davide Cappai e Stefano Murgia tengono il passo di Alessandro Delussu (Foto Battista Battino)

SI SOFFRE, MA RIBALTARE È BELLO

Cominciare col derby porta bene alla franchigia nero-rosso-argento, proprio come accadde due anni fa. Solo che ad Assemini maturò un risultato a senso unico, mentre sotto i riflettori di Monte Claro la disputa, dai due volti, ha avuto un esito positivo ma più concitato.

C’è molta strada da fare, ma grazie a questo incentivo, la popolosa famiglia crociata pensa al domani con maggior consapevolezza e pronta più che mai a recepire gli insegnamenti di Tim Tobin rivelatosi grande stratega, in grado di risolvere le problematiche in corso d’opera.

Il presidente Emanuele Garzia ha trascorso la nottata a bordo campo, a stretto contatto con i suoi giocatori, molti dei quali alla prima esperienza: “Inizialmente abbiamo sottovalutato gli avversari – ha dichiarato – ma successivamente ci siamo svegliati, incamerando il risultato. Faccio i complimenti a tutti, ma soprattutto ai rookies e a Matteo Cordeddu che è stato nominato il migliore dei nostri in questo esordio. Infine non posso dimenticarmi del nostro sponsor Dental Più, sempre vicino nei momenti che contano e pronto a sostenerci”.

Non si trattava di una giornata tipica primaverile e infatti diversi supporters hanno preferito guardare la partita attraverso la telecronaca in streaming allestita da Directa Sport. Ma i presenti, seppur imbambolati da incontrollate masse d’aria, non solo scorgono maggiori dettagli, ma acquistano una copia del DVD NOI (la storia trentennale dei Crusaders a cura di Stefano Sernagiotto).

Il vento agita anche i mori (Foto Battista Battino)
Il vento agita anche i mori (Foto Battista Battino)

Sguardi rilassati da parte dei rappresentanti delle Cliniche odontoiatriche Dental Più di Sanluri, Sassari e Roma. “Ci speravamo tanto in questa vittoria – esclama Aldo Canessa, l’uomo immagine dell’azienda – e sicuramente il rocambolesco vantaggio ospite ci ha lasciato interdetti. Poi è venuta fuori la vera anima dei Crusaders, quella che conosciamo sin troppo bene e ci spinge a darle il nostro sostegno. La seconda parte del match è stata esemplare e finalmente si sono viste facce esultanti, proprio come noi ce le immaginavamo. Speriamo che sia l’inizio di una lunga serie di risultati positivi”.

Hanno sconfitto la tensione legata alla prima volta anche le Crusadettes regalando al pubblico presente le loro prime corografie. “Alla fine è andata bene – dice la capitana Martina Nieddu – nonostante un vento mai sentito spirare così forte. Questo ci ha reso più complicata l’esecuzione degli esercizi perché tutto della nostra divisa volava. Aggiungiamo anche le incertezze legate alla prima volta come per esempio indovinare i giusti tempi per effettuare le esecuzioni. Stiamo già pensando al prossimo appuntamento, a maggio, quando si spera che le condizioni atmosferiche siano più clementi”.

Il presidente Emanuele Garzia è rimasto profondamente colpito dallo spirito di abnegazione delle ragazze: “Ringrazio di cuore Martina e le sue compagne per l’impegno profuso e il grande supporto che hanno dato alla squadra, la vittoria è anche merito loro”.

Cadute, combattimenti e corse (Foto Battista Battino)
Cadute, combattimenti e corse (Foto Battista Battino)

CAMPIONATO ITALIANO FOOTBALL A 9 2019 FIDAF

WEEK 3

CAGLIARI (RM) – C.S. Monte Claro – Via Cadello, 9 – 26/03/2022 – Ore 20:00

CRUSADERS CAGLIARI  16 SIRBONS CAGLIARI         12

Marcatori: Td Alessandro Delussu run (Sir);

Td Felipe Brisu kick off return (Cru) + 2 pt addizionali di Lauchlan Siro Thomas Meloni pass Massimiliano Mandas; Td Matia Pisu (Cru) pass Massimiliano Mandas; Safety (Cru); Td pass Emanuele Mura (Sir)

Il presidente Emanuele Garzia non lesina dichiarazioni (Foto Battista Battino)
Il presidente Emanuele Garzia non lesina dichiarazioni (Foto Battista Battino)

DOPO LA PAUSA IL RISVEGLIO

Sapersi riprendere da una situazione che al termine del primo tempo si stava facendo preoccupante rivela presenza di spirito e compattezza. Il colpo d’occhio sul rettangolo sinteticamente inerbato fa subito capire che le forze umane a disposizione dei padroni di casa sono nettamente superiori rispetto a quelle ospiti. Ma tale peculiarità non deve mai dare eccessive sicurezze perché gli agguati non si fanno attendere. Quando dispiegano le loro trame offensive i Sirbons avanzano gradualmente, facendo cose semplici ma efficaci, e alternando consapevolmente le corse ai lanci, in modo da disorientare ulteriormente le sentinelle avversarie. Fino a quando non arriva il patatrac ben imbastito da un ex, tra gli artefici dello scudetto 2010, Alessandro Delussu, che assieme al fratello gemello Andrea seminano continuamente scompiglio. La corsa del primo è implacabile e il gelo della tifoseria locale si mischia ai fendenti distribuiti da un vento che in via Cadello e dintorni è normalmente di casa, ma per questo derby ha deciso di strafare. I Cru accusano il colpo e solo nell’ultima parte del secondo quarto accennano ad una reazione con una corsa di Matteo Cordeddu ed un completo di Felipe Brisu. A modellare il passaggio ci ha pensato il qb Max Mandas, chiamato a sostituire dignitosamente, come già accadde nella scorsa stagione, l’infortunato e quotato Michele Meloni.

E' giunta l'ora delle Crusadettes (Foto Battista Battino)
E’ giunta l’ora delle Crusadettes (Foto Battista Battino)

Non ci vuole chissà quale immaginazione per capire quanti fulmini, teschi e saette partano dalla bocca dell’head coach Tim Tobin durante l’intervallo. Ma i giustificati rimproveri sortiscono effetti che definirli immediati pare un eufemismo. E i meriti del disgelo sono tutti di uno special team ben istruito e addestrato a spedire la sfera il più lontano possibile. A ricevere il kickoff della ripresa è Brisu, elegante, veloce e immediato nel percepire le intenzioni dei “bloccatori”, bravi ad aprire i sentieri profumati del pareggio. Il sorpasso è questione di un’altra manciata di secondi, e lo legittima di Lauchlan Siro Thomas Meloni sollevandosi dal terreno per abbrancare la palla sferrata da Mandas.

Ora la situazione si capovolge: con così tanti atleti a disposizione i crociati hanno fiato da vendere, mentre i Sirbons accusano il peso del doppio ruolo. Si fa largo il longevo Matia Pisu, i cui scatti sono ben letti dal qb, lesto a servirlo sul corridoio di destra.

Nel frattempo la difesa locale dà segnali di efficienza costringendo gli avversari ad una safety: quintali di abbracci, spintoni e pacche hanno come destinatari Francesco Giuliano e Giuseppe D’Angelo, propiziatori dei due punti della tranquillità. A pochi minuti dal termine i Sirbons accorciano con un Td pass che però non viene trasformato perché nei paraggi, ben appostato, c’è Emill Nabil Ashak. La sua mole non gli impedisce di correre oltre la metacampo, prima dell’inevitabile placcaggio: ma uno scroscio di applausi è tutto per lui. Non c’è più tempo per altre iniziative, i Cru possono chiudere la serata con i soliti riti festosi e l’incoronazione per Mattia Cordeddu come MVP (vedere intervista in basso).

Tim Tobin vuole un cuore grande così (Foto Battista Battino)
Tim Tobin vuole un cuore grande così (Foto Battista Battino)

L’HANNO SVISCERATA COSI’

Sotto la doccia si odono i canti più disparati: litri di bagnoschiuma propagano esalazioni che con l’aria che tira arrivano fino al terreno di gioco.

L’head coach Tim Tobin se la ride sornione, ma non era semplice uscirne fuori a testa alta da questa stracittadina: “Diversi giocatori chiave si sono infortunati – dice – e di conseguenza abbiamo dovuto impiegare ragazzi più giovani. Inoltre ho mandato in campo solo parzialmente diversi atleti che non sono venuti ad allenarsi tanto quanto altri. Al momento i nostri giovani e i nuovi giocatori non perdono mai un allenamento. Quindi li faccio giocare al posto di colleghi molto più scafati di loro. Questo motiva tutti a venire a competere”.

Sul come sia stato ribaltato il risultato ha una sua spiegazione: “Penso che le piccole cose ci abbiano aiutato e anche l’aver lavorato sulle squadre speciali e sugli special team. La squadra di Sirbons era molto buona. Avevano alcuni validi giocatori e gli allenatori hanno fatto un eccellente lavoro”.

Ma da chi è stato favorevolmente colpito Tim Tobin? “Di sicuro dai più giovani che sono cresciuti – risponde – e hanno fatto tutto quello che ho chiesto o che hanno capito. Il nostro kicker e punter Mattia Cordeddu è stato il migliore della partita”. Per il futuro? “Dovremo lavorare sempre di più sulla tecnica e sull’insegnamento del gioco – conclude Tobin – e credo che la prossima partita sarà dura e con molte giocate emozionanti”.

L’ offensive Coordinator Aldo Palmas è di poche parole: “Partita dura, vuoi per i tanti rookies in campo, vuoi per la tensione di un derby. E neppure il tempo ci è stato d’aiuto perché il forte vento ha limitato il nostro piano di gioco. Ma soprattutto gli avversari sono scesi in campo con una linea d’attacco e una linea di difesa molto forti”.

Dal reparto difensivo si esprime l’assistant coach Antonio Nicolli, braccio fedelissimo del defensive coordinator Nicola Polese. A Cagliari per lavoro, non gli è sembrato vero poter prendere nuovamente confidenza col football americano dopo le esperienze di tanto tempo fa in serie A con i Dolphins Ancona e i Gladiatori Roma. Un serio infortunio alla spalla lo costrinse a ritirarsi in giovane età ma di questo sport rimane costantemente affascinato. E a proposito della prima stagionale dichiara: “In difesa c’è qualcosa da aggiustare, soprattutto nel primo quarto abbiamo sofferto sulle corse, e poi c’è da registrare qualcosa anche sulle linee secondarie e nelle coperture. Tutte cose risolvibili ovviamente, in vista della gara di ritorno. Il primo touchdown ci ha colto di sorpresa forse per un nostro calo di concentrazione, ma grazie a quello siamo riusciti a correggere in corsa alcune sbavature. Ma a parte questo la difesa complessivamente è rimasta compatta, pulita e nei momenti di difficoltà ne è uscita veramente bene; infatti abbiamo realizzato la safety e se non lo bloccavano in extremis, Emil Nabil andava a fare touchdown sul loro errore durante la trasformazione dei due punti. Insomma una prova d’unità l’abbiamo data anche se la loro seconda segnatura poteva essere tranquillamente evitata. Possiamo andare fieri della nostra linea che è composta da uomini d’esperienza come Francesco Giuliano ed Emil che lavorano abbastanza bene. In generale disponiamo di un bell’organico, anche i giovani rookie che abbiamo fatto esordire non sono male, per essere una squadra di terza divisione il roster è importante”.

Anche il vicepresidente Sergio Andrea Meloni da storico ex qb legge un match come tanti ne ha vissuto in passato: “Buona la prima anche se con più fatica di quello che ci aspettavamo – dice – seppur ci sia da evidenziare, però che a due settimane dalla partita abbiamo avuto l’infortunio del quarterback titolare Michele Meloni, anche se ottimamente sostituito dal backup Max Mandas, inoltre il forte vento non ci ha permesso di esprimere il nostro gioco. Gli avversari sono stati molto bravi e durante tutto il primo quarto hanno dominato, in particolare le loro linee sono state assai superiori alle nostre sia come forza, sia come velocità. L’aspetto positivo è stato che molti dei nostri giocatori in campo erano allo loro prima partita assoluta, perciò con altissimi margini di miglioramento. Abbiamo a disposizione alcune settimane per continuare a crescere, lavorare e migliorare in vista della partita di ritorno del 10 aprile”.

L'ovale ipnotizza Mattia Cordeddu (Foto Battista Battino)
L’ovale ipnotizza Mattia Cordeddu (Foto Battista Battino)

MATTIA CORDEDDU: “HO SCOPERTO UN MONDO BELLISSIMO”

Si dichiara un amante dello sport di squadra e da vero sportivo gli piace la competizione. Dopo che ha scoperto il football americano, il runningback Mattia Cordeddu pensa di aver trovato quello di cui aveva bisogno.

Raccontaci delle tue esperienze sportive passate

Da quando sono un ragazzino ho giocato a calcio, e per tanti anni è stato di grande aiuto per la mia crescita personale. In seguito non era più possibile far conciliare gli impegni sportivi con gli studi universitari pertanto ho dovuto abbandonare il mondo calcistico.

E arrivò l’esperienza con la palla ovale

Mi sono affacciato al football americano anche grazie all’amicizia con Michele Meloni, il QB, un fratello scout, oltre che un vecchio compagno delle scuole medie. Saputo che quest’anno non stavo giocando a calcio, mi ha invitato a provare; non mi è rimasto altro che accettare al volo questa nuova sfida. Devo riconoscere che gradualmente sto scoprendo il fascino di questa disciplina sportiva che richiede concentrazione, forza fisica e mentale e spirito di squadra

Ci sei da poco ma hai avuto la fortuna di conoscere un allenatore d’oltreoceano

Tim Tobin infonde in noi lo spirito americano del football. Lui, insieme a tutti gli altri coach, mi stanno aiutando molto a scoprire questo nuovo mondo sportivo. È una grande fortuna avere un allenatore che arriva direttamente dalla patria del football. Ogni allenamento è occasione di crescita e miglioramento oltre che dal punto di vista tecnico e tattico anche umano.

Avete cominciato col piede giusto

Il derby è stato spettacolare, anche il pubblico presente si sarà sicuramente divertito, si sentiva la passione e ho ammirato il rispetto tra due squadre in campo. Complimenti ai Sirbons e a noi Crusaders. Penso sia stata una bella partita equilibrata e per niente scontata.

Alla fine è arrivata una bella sorpresa..

Del perché sia stato nominato MVP non saprei, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Posso solo ringraziare per questa proclamazione, è stata la mia prima partita in assoluto in questo nuovo mondo e certamente non avrei potuto immaginare esordio migliore.

Secondo te perché sei piaciuto tanto?

Credo di aver fatto del mio meglio come tutti i compagni di squadra. Sono convinto che i risultati sportivi siano sempre frutto della collaborazione di tutti. Quindi alla fine questo premio è della squadra per tutti questi mesi in cui ci siamo allenati e abbiamo lavorato sodo, fiducioso del fatto che continueremo in questa giusta direzione di impegno e applicazione.

Quindi questo gruppo che sensazioni ti sta dando?

La particolarità dei Crusaders è data dal coinvolgente spirito di squadra. Ho trovato accoglienza e corretto spirito agonistico. Molti ci stiamo affacciando al football americano da quest’anno e grazie ai coach e ai compagni che ci sono da più tempo sicuramente impareremo in fretta.

E poi c’è stato anche il supporto delle Crusadettes

Le Crusadettes sono l’aspetto simpatico e gradevole del gruppo che accompagna parallelamente la squadra. Mi ha colpito il loro impegno per rendere ulteriormente spettacolare la partita e per l’apporto da dare alla squadra. Complimenti e tanta stima, perché sono preparate. Si allenano da mesi, nelle ore notturne con freddo e vento, per realizzare al meglio le loro coreografie

Cosa ti auguri nel prosieguo del campionato?

Desidero, come tutti noi Crusaders, riuscire a toglierci delle soddisfazioni. Penso che sarebbe il modo migliore di essere ripagati per le ore passate con passione sul campo. I risultati delle partite dipenderanno da come ci alleneremo durante la settimana. Quindi massimo impegno negli allenamenti e sicuramente faremo bene.

Riccardo Cuccu e Ivano Pili marciano verso la base (Foto Battista Battino)
Riccardo Cuccu e Ivano Pili marciano verso la base (Foto Battista Battino)

RICCARDO CUCCU: “CONVIVO FELICEMENTE COL FOOTBALL E IL POWERLIFITING”

In sette anni di assenza dai campi la squadra gli è mancata eccome. Quando la nostalgia ha preso il sopravvento, il defensive back Riccardo Cuccu è tornato a Monte Claro, accolto col solito grande affetto. E lui non si è affatto pentito di questa scelta.

Perchè hai deciso di ritornare?

Avevo nostalgia dei Crusaders non solo dal punto di vista prettamente sportivo, ma anche delle persone che ne fanno parte. Sentivo di voler riabbracciare questo mondo.

Che hai fatto in tutto questo tempo?

Non ho smesso di fare sport, ho focalizzato le mie attenzioni sull’allenamento della forza tramite sovraccarichi soprattutto di powerlifting e tutt’ora faccio qualche gara. A fine aprile ne avrò una di squat (o salto da fermo) che fortunatamente non coincide con le partite.

La vittoria secondo te è stata meritata?

Penso di sì, anche se nei primi due quarti della partita siamo andati a rilento e abbiamo subito. Però nei successivi due quarti ci siamo rifatti, riorganizzando il gioco e incassando la vittoria.

Nel primo tempo perché avete fatto fatica ad esprimervi?

Credo che c’entri molto il fatto che fosse la prima uscita ufficiale. Ci abbiamo messo un po’ ad ingranare. Una volta che abbiamo capito come funzionava effettivamente l’attacco avversario, abbiamo ottimizzato i nostri schemi, riuscendo a vedere i frutti degli sforzi fatti nei mesi scorsi.

Che valutazioni dai al tuo reparto?

Nei primi due quarti, si è visto, abbiamo subito parecchio le corse centrali: la linea dei Sirbons è forte. Ci siamo ripresi e abbiamo giocato bene riuscendo a combatterla, rispettando gli schemi.

Cosa ti aspetti da questa stagione?

Non lo so. Non sono aggiornato su quelle che sono le evoluzioni delle squadre in questo periodo di mia assenza. Apprendo che gli Elephants, rispetto a quando gli ho affrontati io, sono diventati molto forti. Non mi aspetto un girone facile, e l’esordio con i Sirbons ne è l’esempio eclatante. Personalmente sono contento perché è bello vivere una sfida equilibrata e poi battere un forte avversario. Mi impegnerò nel dare il mio contributo per vincere anche le altre partite e sono sicuro che i compagni faranno la stessa cosa.

È cambiato molto il football da quando avevi smesso?

Direi sì, ma anche no. Un aspetto positivo è che c’è maggiore attenzione da parte dei Ref riguardo ad alcuni tipi di falli sui quali in passato si sorvolava un po’ troppo. Così si evita che qualcuno si faccia male. Vedere tanti giovani nati negli anni 2000 mi fa ricordare quando ero io il piccolo della squadra all’età di 15-16 anni. Mi fa un po’ strano essere dall’altra parte.

 

Ufficio Stampa Crusaders Cagliari

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