Crusaders: Finisce l’esperienza nel Campionato a nove

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FUORI DAI GIOCHI PER UN NIENTE

Un field goal fa la differenza nel pallottoliere della gara cagliaritana. E quei tre punti di ritardo riassumono un piccolo deficit che forse gli stessi componenti del coaching staff avevano messo in preventivo: dopo il mese di stop, agli accalorati consigli sul tenersi in allenamento non fecero seguito le buone pratiche. E purtroppo, da che mondo e mondo, un fuoriclasse puoi permettersi di non assimilare schemi e corroborare il fisico con esercizi continui e mirati, gli altri solitamente pagano pegno.

E i Cru sono così riusciti a mancare l’appuntamento tanto atteso davanti al proprio pubblico nonostante due chicche di pregevole fattura che da sole valgono l’aver speso una lunga serata a contatto con la brezza di Monte Claro. Le hanno confezionate i testimonial delle due correnti di pensiero che si sono amalgamate tra autunno e primavera: lo scafato Matia Pisu e il novellino Michele Meloni.

I Razorbaks appaiono più secchioni nel mettere in pratica cose semplici; la costanza premia e in fin dei conti nessuno ha avuto da ridire sul risultato finale.

Pose irrequiete (Foto Battista Battino)

Già dai primissimi giochi l’attacco piemontese, a furia di insistere, va a segno sugli sviluppi del quarto drive consecutivo grazie a colui che sarà la vera bestia nera della retroguardia crociata: Luca Mattia Esposito è infatti protagonista su tutte le offensive, e grazie alle sue movenze, lente o veloci che siano, risultano sempre preponderanti nell’economia del gioco ospite. Con il calcio di Luca Brun si va sullo 0-7 e bisogna attendere il secondo quarto per assistere al punt return di Matia Pisu che correndo come se fosse la matita che collega una pista cifrata traccia dei segmenti fulminei che non danno scampo ai rappresentanti del club torinese. Michele Meloni confeziona il punto addizionale che restituisce la parità.

Ma è sempre nel secondo quarto che i pecari ottimizzano la loro offensiva grazie ad un field goal ben calibrato dallo specialista Brun.

Un presidente operaio (Foto Battista Battino)

Dopo il rientro dagli spogliatoi segue un’altra pausa prolungata in seguito all’infortunio dell’atleta piemontese Simone d’Aloi che dopo una fase di gioco riporta una frattura scomposta alla caviglia. Bisogna attendere che l’ambulanza faccia il suo rientro al campo dall’ospedale e tutti i protagonisti abbisognano di un’altra buona dose di riscaldamento per riequilibrarsi con il clima partita.

Si arriva così all’ultimo quarto. Farsi largo in mezzo ad una muraglia umana che di media possiede venti chili in più rispetto ai piccoli sardi non è cosa semplice, ma l’astro nascente Michele Meloni decide di fare tutto da solo e seppur scontrandosi ripetutamente con i suoi inseguitori, riesce sempre ad avere la meglio ed ad incunearsi in end zone strappando applausi scroscianti da parte del pubblico. Ma subito dopo è da dimenticare la preparazione del calcio addizionale da parte dello stesso qb che non sortisce i suoi effetti consentendo così agli avversari di stare a sole tre lunghezze di ritardo. Il reparto offensivo piemontese le prova tutte per rimettersi in gioco finché un lancio bel calibrato del qb Massimiliano Brena non viene raccolto ottimamente da Dario Rossato che dà il definitivo k.o. ai crociati.

Il presidente dei Crusaders Cagliari Emanuele Garzia (Foto Battista Battino)
Il presidente dei Crusaders Cagliari Emanuele Garzia (Foto Battista Battino)

Al termine della gara tanti sono i rosso argento in lacrime, soprattutto i rookies, ma nessuno ha voglia di fare drammi perché questo è solo l’inizio della nuova era. Come conferma il presidente Emanuele Garzia: “Questa sconfitta brucia perché ce la potevamo fare – dice – in quanto gli avversari erano alla nostra portata ma tante ingenuità commesse hanno favorito il loro successo. Rimango comunque soddisfatto per avere raggiunto i play off alla prima esperienza, dopo tanti anni, in questo nuovo campionato che seppur sulla carta più facile rispetto alla Seconda Divisione, non era scontato che riuscissimo ad interpretarlo bene. C’era un bel gruppo di giovani da svezzare affinché avvenisse il tanto agognato cambio generazionale. Da qui si riparte anche perché grazie a questa eliminazione si maturerà parecchio”.

Anche il team manager Giuseppe Marongiu appare comunque soddisfatto: “Obiettivamente la partita l’hanno giocata meglio i Razorbacks ed hanno meritato di vincerla. Si sono commessi tanti errori a riprova che la lunga pausa dall’ultimo match di regular season non è stata ottimizzata. Siamo una squadra giovane, non basta imparare a giocare a football, si deve essere maggiormente disciplinati rispetto ai regolamenti base di questo bellissimo sport. Le partite non si vincono con la grande giocata, ma andando avanti un centimetro alla volta”.

Poi si sofferma sull’andamento globale della stagione: “Complessivamente è stata ottima, si sta formando un gran bel gruppo di giovani che ha reagito molto bene alla sconfitta di oggi, assumendosi le proprie responsabilità. Ha operato un coaching staff molto affiatato e competente che perde tempo a studiare. Purtroppo abbiamo perso, non possiamo andare oltre”.

Infine decide di rivedere le sue posizioni iniziali rispetto all’abbandono della Seconda Divisione: “Hanno avuto ragione quelli che ci suggerivano di fare un passo indietro per poterne fare due avanti – conclude Marongiu – io non ero favorevole ma col senno di poi devo ammettere che è meglio così”.

Il team manager Giuseppe Marongiu (Foto Battista Battino)
Il team manager Giuseppe Marongiu (Foto Battista Battino)

CAMPIONATO ITALIANO FOOTBALL A 9 2019 FIDAF
WILD CARD

CRUSADERS 13 RAZORBACKS 17

Marcatori: Td Luca Mattia Esposito run + 1 pt suppletivo di Luca Brun (RAZ); Td Matia Pisu punt return + 1 pt addizionale di Michele Meloni (CRU); Field Gol Luca Brun (RAZ); Td Michele Meloni run (CRU); Td Dario Rossato pass Massimiliano Brena

Fraterni abbracci (Foto Battista Battino)

ALDO PALMAS: “COMUNQUE UNA ANNATA SODDISFACENTE”

Triste ma non troppo, l’head coach Aldo Palmas tiene sulle spalle sua figlia Carlotta, poco preoccupata a fiutare il clima non allegrissimo da post eliminazione.

Hanno vinto loro..

Non erano imbattibili, ma hanno giocato meglio, meritando di vincere. Questo mese di stop l’hanno sfruttato bene, noi “soltanto benino”.

Cosa è successo in questo ultimo mese?

L’hanno sprecato, vuoi per rimpegni scolastici e di lavoro, vuoi perché avevano sottovaluto il meccanismo di una gara play off dove nel dentro – fuori non sempre vince la squadra favorita. Resta comunque un’ottima stagione dove l’integrazione tra giovanissimi, medi e anziani ha dato un po’ di risultati. Primo passo, nuova era, speriamo di continuare su questa strada. Li ringrazio, hanno fatto un bellissimo lavoro.

Dicono che la squadra sia molto fallosa

Lo dicono anche gli arbitri perché ce ne fischiano tanti, ma hanno ragione. Quelli che commettiamo sono di gran lunga più vistosi, siamo meno smart rispetto agli avversari.

E poi c’era il numero 30 Esposito che vi ha messo continuamente in apprensione..

Poteva passeggiare o correre, ma non faceva alcuna differenza: nessuno era in grado di contrastarlo perché ridendo e scherzando una novantina di chili ce li ha pure lui.

Oggi ti hanno colpito tre giocatori in particolare, il primo è Michele Meloni

Nel bene e nel male Michelino, anche se lui ancora non lo sa, è il leader di questa squadra. Quando lui gioca bene, il collettivo va avanti. Quando per qualunque motivo ha un crollo, la squadra lo avverte e sprofonda con lui. Da un lato è una cosa negativa, dall’altro vuol dire che riconoscono in Michele il loro trascinatore. Dovrà farsene una ragione e traghettare tutti i suoi compagni verso lidi migliori.

Qualche difensore preferito?

In difesa mi va di tessere le lodi a Stefano Murgia, non solo perché è il capitano della squadra; quando si è fatto sentire la squadra ha reagito, poi purtroppo alla lunga il reparto non è riuscito a tenere il passo degli avversari.

Manca il terzo..

Un’altra persona che c’è sempre è Matia Pisu: in attacco, in difesa, negli special team e pur non essendo lui il leader di questa squadra rimane il leader di questa squadra. Se posso azzardare un raffronto col basket, penso a Magic Johnson e Michael Jordan alle olimpiadi del 1992. Ci sono due sceriffi in città e qui da noi sono Matia e Michele. Il primo è ben lieto di cedere il passo, come del resto fece Magic.

PAROLA AI DUE SCERIFFI IN CITTA’

Matia Pisu disegna il suo irresistibile punt return (Foto Battista Battino)
Matia Pisu disegna il suo irresistibile punt return (Foto Battista Battino)

Matia Pisu: “C’è molta amarezza, ma avevamo messo in preventivo anche un epilogo del genere perché la squadra è giovane ed ha bisogno di fare esperienza. Il risultato è secondario anche se dispiace perdere, specie quando ci sono i presupposti per poter passare il turno, ma allo stesso tempo questo era un campionato di crescita ed è giusto così. La tensione iniziale e qualche errore ci hanno condizionato; poi anche l’attacco ha stentato un po’ a girare e alla fine, nelle gare punto a punto, chi sbaglia meno vince e loro sono stati più bravi di noi. Mi reputo soddisfatto di questa stagione, dovevo dare una mano alla squadra e questo fa molto piacere a livello personale. Però il mio ruolo è sia di fare bene in campo, sia di aiutare i ragazzi. Mi fa piacere perché le vecchie gambe vanno ancora. Quanto al mio punt return sentivo che bisognava segnare per riacciuffare gli avversari e avendone la possibilità non mi sono fatto pregare. Per il futuro non azzardo nulla, anche se fisicamente mi sento molto bene, farò le mie valutazioni ma mi farebbe piacere aiutare ancora in campo questo gruppo di ragazzi. La cosa fondamentale di questa stagione è che si è ricreato un gruppo, si è riportato un po’ di entusiasmo, abbiamo lavorato con più serenità e i risultati poi arrivano. Anche questa sconfitta serve come esperienza per i più giovani, c’è più voglia di migliorarsi per l’anno prossimo.

Michele Meloni si guarda intorno (Foto Battista Battino)
Michele Meloni si guarda intorno (Foto Battista Battino)

Michele Meloni: “La partita è stata combattuta sino all’ultimo, si poteva migliorare qualcosa, ma abbiamo commesso troppi falli. Questo record negativo ci contraddistingue, ormai è un dato di fatto. Le cause a mio avviso sono dettate dall’inesperienza e dall’agitazione. Penso che per la sconfitta abbia inciso anche la loro bravura, perché oltre ad essere collettivo pesante interpretano bene le azioni che decidono di impostare. Dai video i Razorbacks non ci sembravano così forti, però in quest’ultimo mese si è vista poca gente agli allenamenti, con più assiduità il risultato sarebbe stato diverso. Non mi reputo ancora un vero leader, sono uno come gli altri che alterna belle cose ad altre meno fruttuose, c’è ancora tanto da fare per diventarlo, ora mi sento semplicemente un anello della catena”.

Ufficio Stampa Crusaders Cagliari

foto Battista Battino

Mattia Bilardello tenta l'offensiva (Foto Battista Battino)
Mattia Bilardello tenta l’offensiva (Foto Battista Battino)
Matia Pisu ascoltato in religioso silenzio (Foto Battista Battino)
Matia Pisu ascoltato in religioso silenzio (Foto Battista Battino)

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