Crusaders: Seconda trasferta consecutiva nel Lazio

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Michele Meloni (Foto Patricia Pace)

Sfida intricata

In fondo non è andata così malaccio. Quando si va spesso a scorrazzare in end zone acquisendo ampi (seppur momentanei) margini di vantaggio significa che qualcosa di duraturo va gradualmente a compiersi. Di conseguenza sale l’attesa per questo secondo appuntamento stagionale contro una franchigia mai affrontata in passato. A Genazzano familiarizzeranno due realtà reduci da analoghe delusioni: entrambe hanno condotto in avanti per gran parte dei recenti match domenicali e poi hanno tirato i remi in barca, concedendo massimo sfogo agli attacchi avversari.

La prima uscita stagionale ha moltiplicato gli acciacchi corporali ai quali si sono aggiunti i malanni di stagione. Onde per cui l’head coach Aldo Palmas e i suoi stretti collaboratori Nicola Polese (DC), Walter Serra (Lineman Coach), Efisio Melis (ST assistant), Luke Wells (D assistant), Amedeo Toran (Field assistant) hanno dovuto programmare delle sedute ristrette ma pur sempre utili per evitare crolli disastrosi nella cava dei Minatori.

La rosa dei Crusaders  (Foto Patricia Pace)
La rosa dei Crusaders (Foto Patricia Pace)

“Ci attende una sfida molto dura – ammette Palmas – soprattutto perché il team di Roma Sud può contare su fisici molto più nerboruti e pesanti dei nostri che tradizionalmente soffrono in quanto sottodimensionati nelle corporature. Non entriamo in campo rassegnati perché stiamo studiando tutti i possibili accorgimenti per frenare il loro impeto e soprattutto evitare quegli errori stupidi che ci hanno compromesso il risultato finale con la Legio XIII”.

WEEK 04
GENAZZANO (RM) – C.S. Le Rose
10/03/2019 – Ore 14.30

MINATORI ROMA SUD vs CRUSADERS CAGLIARI

Trambusto al C.S. Longarina di Roma (Foto Patricia Pace)

QB MICHELE MELONI: “SONO MOLTO FIERO DEI ROOKIES”

Fino all’ultimo istante, all’infuori del team, nessuno sapeva con esattezza chi avrebbe ereditato le virtù del qb Sergio Andrea Meloni nell’annata 2019. Gli appassionati potevano ipotizzare che Michele Meloni, come già accaduto nella primavera precedente in 2^ divisione, sarebbe stato responsabilizzato a dovere. Ma non vedendolo comparire nel suo ruolo principale alla presentazione ufficiale del roster, un po’ di apprensione si è spontaneamente generata. E l’effetto sorpresa deve aver spiazzato per qualche istante anche gli avversari della Legio XIII travolti dalla sua autorità che ha praticamente animato fortemente l’offensiva crociata prima degli sciagurati dieci minuti capaci di liquefare un vantaggio di dieci punti.
Ora l’eclettico atleta cagliaritano può serenamente parlare del suo ruolo.

Secondo te che tipo di qualità deve avere un giocatore per poter diventare QB?
Sicuramente una visione generale a 360° del gioco con capacità di lettura delle intenzioni avversarie e ovviamente un buon lancio tempestivo e preciso.

In quali aspetti del tuo ruolo pensi di essere maggiormente spigliato, e quali invece vorresti migliorare?
In quanto agilità di movimenti e corse destabilizzanti per la difesa mi reputo abbastanza preparato, tuttavia devo ancora lavorare sugli aspetti più importanti elencati sopra mettendo tutto il mio impegno per migliorarmi

Eleganza e potenza di Michele Meloni (Foto Patricia Pace)
Eleganza e potenza di Michele Meloni (Foto Patricia Pace)

Le tue qualità di kicker come sono affiorate e chi ti ha responsabilizzato maggiormente?
Semplicemente sono sempre stato abbastanza robusto con gambe grosse e potenti, e già dagli anni scorsi questo mi ha portato ad essere anche il kicker della squadra.
Sicuramente coach Aldo e mio fratello (Marco) sono stati determinanti per la mia maturazione e presa di responsabilità che però non è ancora completa del tutto ma ci stiamo lavorando.

Cosa hai provato al termine della gara con la LegioXIII?
Molta amarezza e dispiacere. Dominare una partita fino all’ultimo quarto e vedersela portare via, perché così è stato e alla Legio bisogna dargliene atto, non è bello. Sentimenti di sofferenza penso abbiano colpito tutti, dal primo all’ultimo, poiché era una partita molto sentita per noi. Usciamo comunque a testa alta, con tanto da dimostrare e ancora più motivati per le prossime partite affinché errori grandi e piccoli non siano più commessi da parte di nessuno, me stesso in primis

Su quali aspetti dovete migliorare per diventare maggiormente competitivi?
Ovviamente c’è ancora tanto lavoro da fare, bisogna affinare molti meccanismi. Un altro problema è che siamo pochi, i numeri non mentono. Rookies e non rookies, esperti e non esperti, le forze e le competenze sono quelle. Inoltre è indiscutibile il fatto che la maggior parte del lavoro si faccia in allenamento e anche qui i numeri scarseggiano ancor di più e lavorare bene diventa difficile.

Michele Meloni versione kicker (Foto Patricia Pace)
Come te la immagini la prossima gara di campionato?
Sarà sicuramente molto dura, probabilmente più difficile di quella contro la Legio, ed è per questo che dobbiamo arrivarci ancora più lucidi, preparati, motivati e vogliosi di riscatto.

In che maniera state incoraggiando i Rookies per non farli demoralizzare?
I rookies vengono continuamente motivati, anzi sono anche loro stessi talvolta a motivare i più grandi con la voglia e l’entusiasmo che ci mettono in quel che fanno. Detto ciò non hanno alcun motivo per demoralizzarsi, hanno giocato benissimo, gli errori sono normali e umani e se poi si pensa che anche i più “esperti” ne commettono questo può solo farli crescere e far crescere tutti. Sono molto contento e fiero di loro.

Come stai vivendo questa esperienza nel CIF9?
Siamo una squadra di giovani, si sta avviando il meccanismo di ricambio generazionale.
C’è competitività tra di noi, voglia di fare e di far vedere quanto vale ognuno di noi e questo ci sta facendo crescere come singoli e come gruppo. Lavoriamo per crescere, per ottenere risultati e anche, perché no, per toglierci qualche sassolino dalle scarpette.

Michele Disogra in un kick off return (Foto Patricia Pace)
Michele Disogra in un kick off return (Foto Patricia Pace)

MICHELE DISOGRA: CINQUE MESI ENTUSIASMANTI IN CASA CRUSADERS

Con Michele Disogra si ha subito la sensazione di avere a che fare con un ragazzo molto curioso e pronto a mettersi in discussione. Abbraccia la famiglia dei Crusaders dopo 14 anni di basket. Gli ultimi due non lo gratificano quanto vorrebbe e ricorre a quelle da lui definite “significative sterzate”. Studia Scienze dei servizi giuridici a Cagliari, e si dichiara appassionato di sport in generale. Ama disegnare e tutto ciò che abbia a che fare con l’arte, in tutte le sue forme.

Come nasce l’interesse per il Football?
In realtà è nato durante i primi allenamenti, inizialmente cercavo semplicemente nuovi stimoli.

Hai subito impressionato i coaching staff, perché secondo te?
Non so se li ho impressionati, lo spero, ma per ora non ho ancora dimostrato nulla. So solo che mi è stata data subito grande fiducia e per questo ringrazio i coaches, di mio posso solo dire che cerco di impegnarmi sempre al massimo delle mie capacità.

Contro la Legio è successo di tutto..qual è la tua interpretazione in merito?
Dispiace tanto per come sono andate le cose, sono qui solo da qualche mese ma ho percepito da subito l’importanza che la gara contro la Legio aveva per i “veterani”. Credo che la partita sia stata persa negli ultimi dieci minuti, la stanchezza si è fatta sentire, ma non dev’essere una scusante, potevamo tutti dare qualcosa di più.


Michele Disogra è col numero 82

Cosa mi dici del tuo ruolo?
Il mio ruolo è ancora indefinito (ride). Inizialmente mi hanno spedito tra i ricevitori dopo aver detto di aver giocato a basket. Finito per caso ,durante un allenamento, in difesa ho iniziato ad allenarmi anche con la defens. Poi Aldo Palmas mi ha fatto provare un kickoff return e credo di essergli piaciuto in quella posizione. Anche a me piace molto, mi dà modo di prendere velocità ed è molto adrenalinico, ti sentì un po’ come nella caccia alla lepre ma è divertente.

Cosa ti ha colpito di più della famiglia Crusaders?
Proprio il fatto che sia una famiglia! Non ci si limita ai soliti rapporti di squadra. Neanche cinque mesi qui e già mi sento a casa. Attendo il lunedì, mercoledì e venerdì con ansia anche solo per ridere e scherzare con i ragazzi. Un venerdì sera dopo l’allenamento abbiamo passato una serata tutti insieme…credo che non la dimenticherò mai!

Cosa ti aspetti dalla prossima partita?
Di vedere tutta la rabbia per la sconfitta di domenica scorsa, abbiamo tutti fame di vittoria, ci impegneremo al massimo per portare a casa la gara. Molti di noi sono giovani o alla prima esperienza con il football, la prima partita doveva essere un po’ un banco di prova. Ora inizia il campionato! Avrei voluto con tutto il cuore regalare la vittoria alla squadra con quella corsa negli ultimi secondi di gara di domenica, poche iarde e avremmo vinto, ma va bene così, la prossima ci riproverò.

Ufficio Stampa Crusaders Cagliari

Foto Patricia Pace

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