Cuore, placcaggi e orgoglio. Intervista ad Adriano Peccia dei Legionari Roma.

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Adriano Peccia #87 – Defensive End / Nose Guard
Tesserato Legionari Roma dal: 2017

Quando e come ti sei avvicinato al football americano?

Nonostante il football americano facesse parte della mia vita da diverso tempo, ho iniziato a praticarlo solo all’inizio del 2017. Dopo una vita passata sui campi da calcio, ho deciso di seguire quella che è sempre stata la mia vera passione. Ho contattato la pagina Facebook della Legio XIII, e da lì è iniziata questa splendida avventura.

Perché proprio i Legionari Roma?

Conoscevo già le varie realtà del football romano, ma ho scelto i Legionari perché sono sempre stati riconosciuti per la loro accoglienza, soprattutto verso chi si avvicina per la prima volta a questo sport. Mi sono sentito da subito benvoluto e valorizzato.

Cosa ti affascina del ruolo di DE/Nose Guard?

Tutti sognano di segnare un touchdown, ed è comprensibile. Ma per me c’è qualcosa di ancora più esaltante: fermare un avversario, rompere un loro drive offensivo, riconsegnare la palla al nostro attacco. Sentire il contatto, bloccare l’azione, fare la differenza sulla linea… è lì che si vincono le partite.

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Cosa significa per te indossare da così tanti anni la maglia dei Legionari?

È un enorme motivo d’orgoglio e responsabilità. Negli anni, grazie all’impegno e allo studio del gioco, sono diventato un punto di riferimento per i miei compagni. Cerco di guidarli e trasmettere il valore che questa maglia rappresenta. Combattere insieme in campo è una sensazione unica.

Il momento più emozionante della tua carriera?

Senza dubbio la mia prima vittoria in campionato, nel 2019, contro i Crusaders Cagliari. Eravamo sotto 10-20 a pochi minuti dalla fine, ma siamo riusciti a ribaltarla all’ultimo secondo vincendo 23-20. Ricordo ancora il field goal che segnai nel primo tempo… alla fine è risultato decisivo. Il fischio finale fu un’esplosione di emozioni.

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Come ti prepari prima di una partita?

La preparazione mentale inizia giorni prima: studio gli avversari, ripasso gli schemi, parlo con i coach. Cerco di visualizzare ogni possibile scenario. Fisicamente, mi concentro su una dieta il più possibile equilibrata (so che fa sorridere per un uomo di linea..) e su esercizi specifici per il mio ruolo.

Quali sono le qualità fondamentali per un difensore di linea?

Lettura dell’azione, capacità di anticipare gli avversari, resistenza mentale e preparazione tecnica. La forza bruta non basta: bisogna lavorare anche fuori dal campo, con disciplina e studio.

Una squadra o partita che ti è rimasta impressa?

I Pretoriani Roma. Duri, leali, preparati. Abbiamo perso entrambe le volte, ma affrontarli è stato un onore. Oggi alcuni di loro giocano con noi, e ne sono felice. Tra le partite più belle, invece, la vittoria sugli Angels Pesaro nel 2023: 21-14, una battaglia durissima ma straordinaria. La preparazione fu perfetta, e la vittoria meritata.

Com’è il rapporto con lo staff e i compagni?

Fantastico. I coach sono tutti diversi ma validi, ognuno con il suo stile. C’è tanto divertimento, ma quando è ora di lavorare, lo facciamo con grande serietà. Siamo una squadra vera, dentro e fuori dal campo.

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Hai un rituale prima delle partite?

Sì, da settembre 2023 ho il mio momento personale: qualche minuto di silenzio per “parlare” con mia sorella gemella, che non c’è più. È lei che ha portato il football in casa nostra tanti anni fa. Ogni calcio che segno è per lei.

I tuoi obiettivi personali e di squadra?

Crescere e migliorarmi, sempre. Come giocatore e come capitano. Per la squadra… beh, ci siamo complicati un po’ la vita, ma abbiamo ancora una partita e dobbiamo vincerla bene se vogliamo dire la nostra ai playoff.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare a giocare?

Mettete da parte i dubbi. Questo sport, anche se poco diffuso in Italia, è unico. Studiate, preparatevi fisicamente e mentalmente… e godetevi l’esperienza.

Tre parole per descrivere i Legionari Roma?

Resilienti, dediti… e un po’ str***i.

Un pensiero finale…

Mi sono preso qualche giorno per metabolizzare tutto e salutare uno dei capitoli più importanti della mia vita. Con la sconfitta contro i Navy Seals Bari in finale di Conference Sud – una partita epica, intensa, un manifesto del nostro sport – si è chiuso il nostro percorso in questo campionato. È stato un onore condividere anni di sudore, fatica e battaglie con tutti i miei compagni, che fossero veterani o meteore: ognuno ha lasciato qualcosa. Non avrò forse vinto trofei, ma quello che sto ricevendo in questi giorni – affetto, stima, gratitudine – è il riconoscimento più bello. Porterò con me ricordi indelebili: la prima vittoria contro i Crusaders a Roma e l’ultima, sempre contro di loro, a Cagliari. Le trasferte infinite, i momenti nello spogliatoio, le lezioni delle sconfitte, gli abbracci veri. Voglio ringraziare il nostro presidente, la vice presidente, il DS, i coach, ogni singolo compagno e anche gli avversari incontrati negli anni. Dal profondo del cuore: grazie a tutti. Vi voglio bene.

Ufficio Stampa Legionari Roma

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