Riflessioni di fine stagione…

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Quando alcuni mesi fa Riccardo Ballocco, coach dei Blacks, mi chiese di “dargli una mano” col progetto U 16, rimasi un po’ dubbioso..Avevo lasciato il mondo agonistico del Football Americano dopo 10 anni come Presidente dei Blitz, e rimettermi in gioco come tecnico mi lasciava un po’ perplesso..

Una sera andai al campo e vidi questo gruppo di ragazzi con caschi di Rivoli, Asti, Scarmagno, Ivrea e naturalmente i miei “blizzetti”. Tutti insieme a correre, sudare e darsi sonore mazzate, come un unico team che si conosceva da sempre. Tutti a salutarmi con il tipico “salve coach” e quello, forse, fu la scintilla che mi convinse a partecipare a questo progetto.

E così, ad allenare le linee d’attacco & difesa, due volte la settimana e magari anche la Domenica con un camp congiunto di tutti e cinque i teams. Serate con pioggia, serate con vento gelido e freddo pungente che mettevano alla prova la mia carcassa non più giovane.
Si arriva al Campionato. Subito il derby coi “cugini” di Torino. Team rodato, con elementi che giocano assieme ormai da un paio d’anni. Pieni di talento e esperienza. Si perde, ma non senza mollare un centimetro, anzi, a momenti rischiavamo di fare il colpaccio. E vabbè, il ghiaccio è rotto.

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Si va a Milano contro i Seamen e dopo un inizio devastante per la nostra difesa, i ragazzi iniziano a macinare gioco. I milanesi devono impegnarsi a fondo per aver ragione di noi e il risultato li premia ancora. E son due sconfitte.

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Il terzo incontro dei nostri eroi si svolge tra le mura amiche di Scarmagno (To), piccolo impianto ma perfetto per i 7 vs 7 giocato da noi. Ospiti sono i Lions Bergamo, giovane formazione ben agguerrita ma col grosso problema di un organico ridottissimo, circa 13 elementi. I duri allenamenti danno finalmente i loro frutti e la bella vittoria rilancia il morale dei nostri ragazzi.

Si gioca la seconda partita casalinga sempre a Scarmagno e gli avversari sono i Rhinos, bello squadrone, zeppo di talenti. Il colpaccio non riesce e si incassa con un po’ di amarezza la terza sconfitta.

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Siamo alla fase “ad orologio” e ci tocca ancora andare a Milano nella tana dei marinaretti. Incontro tiratissimo soprattutto nel primo tempo, dove i nostri eroi ribattono meta su meta. C’è una partita vera, dicono in molti, e solo alcuni svarioni alla ripresa delle ostilità, dopo l’intervallo, consentono ai Seamen di allungare sino al fischio finale.

E qui accade quel momento che non ti aspetti. Dopo i saluti agli avversari, nell’huddle finale, si vedono ragazzoni grandi e grossi, accumunati ai più esili, piangere. Sì, piangere e singhiozzare come se la sconfitta si potesse evitare..e la delusione è grande in tutti noi. Siamo tutti toccati, anche noi vecchi giocatori/tecnici ormai abituati a vittorie e sconfitte, vedere dei ragazzi che sino ad alcuni mesi fa neanche si conoscevano, abbracciarsi adesso l’uno con l’altro, piangenti e consolatori allo stesso tempo. Si torna a casa con la consapevolezza d’aver creato un gruppo vero, non semplici giocatori che si incontrano la Domenica per giocare insieme, ma un gruppo solidale, vero e genuino. Un vero team.

Pausa di una settimana e si torna in campo ancora contro i Lions Bergamo che tornano a trovarci, per niente rassegnati e desiderosi si togliere lo zero dalla loro classifica. Bell’incontro. Batti e ribatti nel primo tempo. Poi i giovani bergamaschi cedono, stanchezza e doppio ruolo si fanno sentire. I nostri ragazzi dilagano e la vittoria finale chiude in bellezza la nostra stagione.

Saluti di rito. Discorso dei vari tecnici. Ragazzi che lasceranno il gruppo per salire di categoria. Altri che forse smetteranno. Ogni stagione finisce così.

Centonavantasei punti fatti e duecentosei subiti, differenza di meno 10. Non male per un gruppo di “scappati da casa” che non si conoscevano fino a tre mesi prima, il sottoscritto e gli altri tecnici a cercare di fare del nostro meglio per ben figurare. Cosa che sicuramente siamo riusciti a fare.

Niente nomi, a parte il buon Riccardo. Un roster parla per tutti voi, giovani leoni che avete creduto nel progetto “THE BLACKS”.

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Un grazie particolare voglio farlo però alle mamme e papà dei nostri eroi che sempre ci hanno sostenuto moralmente e a fine incontro, anche “culinariamente” con mega tavolate per tutti.

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Grazie a tutti voi ragazzi che mi avete dato ancora una possibilità per emozionarmi e lasciare questo mondo della palla ovale con un sorriso. GRAZIE di cuore.

Coach Ferruccio “Ferry” De Bastiani

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Foto di Dario Fumagalli, Emanuele Appio

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