Predatori: intervista all’HC Roberto La Rocca

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Bentrovato Coach. Sono finalmente usciti i gironi ed i calendari, la stagione 2019 inizia ufficialmente. Cosa ci possiamo attendere dai Predatori?

«Una squadra competitiva come lo è sempre stata nelle ultime quattro stagioni. Non ci sono state significative variazioni nel roster, a parte i graditi rientri di Giacomo Vannacci dai Giants e Ricky Rossi dai Blue Storms. Continua invece la fruttifera collaborazione con i ragazzi di Massa, iniziata l’anno scorso, che ci ha portato a disputare la Finale di Conference a Catania. Rientra in cabina di regia Giacomo Ravera, dopo il grave infortunio all’ultima di regular season dell’anno scorso, egregiamente sostituito poi ai play off da Metto Petrucci, che quest’anno verrà però schierato in difesa, per poter sfruttare al 100% le sue doti sia atletiche che tecniche. Alcune variazioni nel coaching staff, Alessandro Biasotti assume la direzione della difesa come Defensive Coordinatore e rientra, dopo un anno sabbatico, Danilo Rossi come assistente. Confermati come assistenti offensivi Riccardo Benaglia e Roberto Ravera».

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La finale di Conference di Catania, dove ancora una volta si è fermato il sogno dei Predatori. Come si riparte dopo una delusione così?

«Siamo ripartiti molto bene, proprio grazie alla prestazione dei ragazzi a Catania. Siamo scesi in Sicilia falcidiati dagli infortuni e ridotti nel roster a causa della lunghezza della trasferta che non ha permesso a tutti i ragazzi di poter essere presenti a causa degli impegni lavorativi. Nonostante tutto la squadra è rimasta competitiva, e tutti, dico proprio tutti, hanno dato il 101% fino all’ultimo minuto di gioco. Siamo usciti dal campo sconfitti ma senza alcuna recriminazione o sensazione di aver perso un’opportunità, anzi, convinti ancor di più del nostro potenziale come squadra».

Dunque ci possiamo aspettare una prestazione dei Predatori come quella della scorsa stagione?

«No, il campionato che andremo ad affrontare è completamente diverso da quello dell’anno scorso. In regular season incontreremo due squadre, Lancieri e Rams, che abbiamo si battuto l’anno scorso, ma li abbiamo battuti anche grazie al fatto che non conoscevano ancora il nostro sistema di gioco offensivo. Quest’anno sapranno cosa aspettarsi da parte nostra ed i loro coaching staff, assolutamente di livello, saranno in grado di preparare al meglio queste partite. Con due squadre invece sarà una novità, Wolverines e Frogs. I Frogs scendono quest’anno dalla seconda divisione; per quanto lo scorso campionato sia stato per loro amaro di risultati sul campo, sicuramente è stata una grande palestra per i loro ragazzi. I Wolverines sono invece una squadra che regolarmente centra l’obbiettivo play off, così come Lancieri e Rams. Dunque un girone di ferro, ogni partita un bowl finale, ogni yarda da guadagnarsi con i denti e con le unghie».

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E nel caso raggiungeste la post season?

«Nel caso riuscissimo poi a raggiungere la post season, lo scenario cambierà ulteriormente. Mai come quest’anno il campionato di Ninemen è stato così altamente competitivo. Sei squadre auto-retrocesse dalle serie superiori, Frogs Legnano appunto, Chiefs Ravenna, gli UTA Pesaro direttamente dalla Prima divisione, i Raiders Livorno, i Crusaders Cagliari ed i MadBulls Trani. Squadre con giocatori che hanno maturato esperienza sui campi del football ad 11, con un alto tasso tecnico. Poi squadre che ormai sono realtà consolidate sullo scenario del CIF9, come Ravens, campioni uscenti, Islanders, Redskins, Grifoni, Elephants, Briganti, Achei. Altre squadre che si sono fortemente rinforzate come la LegioXIII, i Trappers ed i Pirates, più alcune new entries che promettono di essere competitive fin da subito come i Razorbacks ed i Vikings. Ulteriore elemento di difficoltà la formula della post season, uguale a quella dell’anno scorso, che ci colloca potenzialmente nel quadro sud dei playoff. Formula che abbiamo contestato e continuiamo a contestare, a nostro avviso assolutamente incoerente con la realtà sportiva ed economica del Campionato Ninemen. Ma tant’è, questa è stata decisa e la onoreremo fino a dove saremo in grado di arrivare».

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Un Campionato lungo e difficile, con poche certezze a partire dalla regular season allora?

«Le certezze nascono solo dal lavoro fatto in allenamento, sul campo, non certo dai pronostici da schedina. Nessuno di noi è un professionista, ma l’unica ricetta per la vittoria è lavorare come se lo fossimo. Questo è il compito più difficile per noi coach del football italiano, aiutare i nostri ragazzi a formare questa mentalità, che il football non si esaurisce nelle poche ore sul campo assieme, ma prosegue a casa con l’alimentazione, in palestra, davanti ai video a studiare avversari e capire i propri errori. Tanto tempo, fatica e sforzi per pochi minuti di gioco, quando magari i propri coetanei fanno altre cose giudicate più divertenti. Uno dei migliori dirigenti che abbiamo in Italia è solito dire: il football non è uno sport adatto agli Italiani. E’ uno di quei rari casi in cui dissento da lui, diciamo che modificherei la sua affermazione con: il football non è uno sport per tutti gli Italiani. Solo per pochi. Nonostante tutto, dopo quarant’anni di football in Italia, scendiamo ancora in campo, any given Sunday, e noi a Chiavari lo facciamo grazie ad un gruppo di ragazzi (alcuni ormai uomini con famiglia) di assoluto valore, non solo sportivo, ma personale».

Un’ultima domanda Coach, chi vedi quali pretendenti al NineBowl?

«Nel quadro nord i Chiefs Ravenna ed i Redskins Verona, assieme ai campioni uscenti, i Ravens Imola. Nel quadro sud i MadBulls Trani una spanna davanti a tutti, ma dietro un nutrito gruppo di pretendenti agguerritissime. Tra cui, mi auguro, i Predatori».

Il verdetto passa ora al campo! Grazie a Coach La Rocca.

Ufficio Stampa Predatori Golfo del Tigullio

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