Crusaders: Il primo successo in trasferta coincide con il passaggio del turno

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Effetto panino tra Cru e Blitz (Foto Andrea Chiaramida)

RAGGIUNTI I PLAY OFF SI PENSA A COME AGGREDIRLI

Dopo tanta paura ritorna la normalità con il quarto acuto stagionale, il primo in trasferta, che consegna i crociati alla tanto acclamata seconda fase, attualmente ricca di incognite circa la avversaria da affrontare tra il 15 e il 16 giugno. Sicuramente, come previsto dal regolamento, sarà una formazione tra le sei facenti parte della conference Sud (entra in ballo il posizionamento geografico; le altre sei franchigie qualificate costituiranno quella del Nord), riclassificate in base ai verdetti ottenuti nei gironi di appartenenza. In virtù di ciò saranno fondamentali i risultati che scaturiranno dalle ultime nove partite della fase regolare, calendarizzate nel prossimo fine settimana, dove sono coinvolti i cinque i gironi protagonisti della Nine Football League. E tra loro ci sono pure i campidanesi e i Gorillas che si sfidano nel Jungle field di Varese. Partita che non verrà affatto presa con leggerezza proprio perché c’è da rafforzare il record percentuale che assieme al peso del girone inciderà nella determinazione dell’ordine tra le seconde classificate (sperare che i Rams perdano la leadership del girone C, nell’incontro casalingo con i Blitz, appare una mera utopia).

Ma ci sarà tempo per prendere di petto le apparentemente complesse sorti future: il team cagliaritano intanto acchiappa a pieni polmoni questa sensazione di sollievo dopo gli scoramenti di due settimane fa. Il presidente Emanuele Garzia era presente in quel di Ciriè: “Non è stata una passeggiata, ma abbiamo ritrovato la gioia della vittoria. Ci sono stati alcuni momenti in cui abbiamo sofferto particolarmente il loro gioco, specie nella seconda parte della gara dove si sono lasciati ampi spazi agli avversari. E infatti questa volta la difesa ha reso meno rispetto all’attacco forse perché i padroni di casa hanno trovato nelle corse una via per metterci in apprensione. Spero che anche la prossima gara contro i Gorillas sia affrontata con impegno, concentrazione e serietà”.

BLITZ 12 CRUSADERS 30

Td Roberto Agnesa pass Michele Meloni + 2 pt addizionali Federico Dessì pass Meloni; Td Roberto Agnesa pass Michele Meloni + 2 pt addizionali di Michele Meloni run (Cru); Td Francesco Loche run + 2 pt addizionali di Roberto Agnesa pass Meloni (Cru); Td 11 pass De Bastiani (Bli)

Td Amedeo pass De Bastiani (Bli); Td Michele Meloni run (Cru)

Alcuni protagonisti della stagione 2024 dei Crusaders (Foto Battista Battino)
Alcuni protagonisti della stagione 2024 dei Crusaders (Foto Battista Battino)

LOCALI TRAMORTITI SUBITO MA NON MANCANO LE SBAVATURE

Una cosa è certa, il risultato non è mai stato messo in discussione e i sardi hanno ipotecato il successo sin dai primissimi minuti di gara. Dopo essersi avvicinati gradualmente nella zona difensiva ciriacese, gli ospiti indovinano il varco meno presidiato grazie al qb Michele Meloni che pesca un motivato e determinato Roberto Agnesa pronto a realizzare i primi sei punti. Nuovamente ispirato come nelle tre precedenti uscite casalinghe, il prode Michelino sfodera la sua imprendibile parabola anche su Federico Dessì (0-8). Passano sette minuti e il binomio esplosivo Meloni-Agnesa concede il bis. Alla successiva trasformazione ci pensa lo stesso qb che approfitta dell’ottimo lavoro svolto dalle linee che gli aprono una voragine dove può scorribandare indisturbato (0-16). Nella seguente frazione arriva la terza segnatura con un Francesco Loche che già in precedenza aveva macinato iarde con velocità siderali. Questa volta parte dalla sua metacampo e si sciroppa tutta la distanza che lo separa dalla meta senza che nessun padrone di casa sia in grando di metterci una pezza. Il punteggio sale a quota 24 grazie alla imbeccata di Meloni sul solito Agnesa.

Fino a quel punto i locali hanno provato molto timidamente a mettere in apprensione una difesa vigile, all’inizio qualche lancio, successivamente si vedono infruttuosi tentativi in corsa. Ma il bello deve ancora venire perché a furia di insistere riescono ad accorciare le distanze con un Td pass propiziato dal qb De Bastiani. È l’inizio di una leggera supremazia territoriale con tenuta di palla costante grazie a corse centrali che lasciano di stucco i crociati. Fino a quando ancora De Bastiani pesca un Amedeo che con improvvisi cambi di direzioni zigzaganti dimezza lo svantaggio.

Ma non c’è tempo per facili illusioni perché nel capovolgimento di fronte gli isolani tengono il pallino del gioco e quando si avvicinano alla end zone è il solito Meloni a trovare il pertugio laterale, giusto per mettere il risultato al sicuro. Poi anche la difesa riprende le adeguate misure ai piemontesi e il risultato rimane invariato sino al termine.

CONSUETI INTERVENTI DI TIM TOBIN E ALDO PALMAS CHE VORREBBERO CONTINUITA’

Negli spogliatoi si commenta a caldo l’andamento della gara. La gioia della vittoria è attutita da alcune smorfie dell’head coach Tim Tobin, avvallate pienamente dal coach della difesa Nicola Polese. Il primo avrebbe voluto più costrutto in certe azioni offensive, dagli esiti infelici. Il secondo non ha digerito alcune mancanze di troppo che hanno causato evitabili scorrerie. Ma il tecnico floridian non fa trapelare troppo il suo nervosismo, d’altronde il risultato è positivo: “Abbiamo vinto, nonostante gli evidenti miglioramenti dei Blitz – dice – e rispetto a due settimane fa il nostro attacco è andato molto meglio. La linea offensiva ha fatto un ottimo lavoro di run blocking. Hanno una gran voglia di superarsi. I nostri ricevitori hanno preso la palla e Timmy 2 (Michele Meloni ndr), ha fatto vedere il miglior lancio dell’anno. I nostri special sono stati buoni. Il Punt Team ha fatto davvero bene”. Non mancano le tiratine d’orecchie: “Il ritorno dei kickoff e dei punt deve migliorare. La difesa ha iniziato bene ma in seguito ha cominciato a commettere errori e coperture non adeguate. Dobbiamo essere più costanti come squadra. Vincere in trasferta è difficile. Dobbiamo farlo di nuovo. E studieremo le strategie con Coach Aldo e coach Nanni, menti importantissime per la squadra”.

E a differenza del collega, Aldo Palmas appare più sereno e soddisfatto anche se comincia la sua analisi con una considerazione importante: “L’andamento altalenante dove attacco e difesa non trovano la sintonia nel rendimento ottimale – dice – ci metterà a rischio nelle prossime partite ad eliminazione diretta. Resta un po’ di rammarico perché sul finale abbiamo riconquistato una posizione predominante e con maggior tempo a disposizione ci avrebbe consentito di realizzare qualche punto in più. Ma il nostro scopo principale era settarci e giocare bene. Nonostante qualche errore che si può cancellare sono molto soddisfatto dei miei ricevitori, dei miei runningback e dei miei uomini di linea. Ovviamente ho ammirato i numeri di Michele Meloni che sta diventando sempre più leader, gli manca veramente pochissimo per essere il leader”.

MICHELE MELONI: CONFESSIONI DI UN FUTURO LEADER

Pur di accontentare l’ufficio stampa che lo braccava per un’intervista, seppur subissato dagli impegni sportivi, didattici e chissà quali altri, il quarterback delle meraviglie Michele Meloni ha confezionato le risposte mentre fuori albeggiava. Le sue sono davvero risposte fresche di giornata.

Michele, i Blitz Ciriè che impressione ti hanno fatto rispetto alla gara dell’andata?

I Crusaders non li avevano mai affrontati e quindi ai nostri occhi erano del tutto sconosciuti. Alla prima gara si sono presentati come una squadra molto giovane, con poca esperienza e poche pretese, infatti mancava qualcosa. Questo qualcosa si è poi visto nella gara di ritorno, hanno mostrato decisamente più fame e quindi una determinazione maggiore nel dare sé stessi al 100% e a non mollare, e così è stato: stavano riuscendo a rimanere in partita nonostante un inizio che a molti avrebbe messo in ginocchio. Auguroni ai Blitz e mi auguro che il loro percorso di crescita non si fermi prima di togliersi grandi soddisfazioni

Mi dici sinceramente cosa hai provato dopo la sconfitta con i Rams?

Onestamente pensavo mi avrebbe toccato maggiormente, non so, forse più cresco, più in qualche modo le priorità cambiano. Però non l’ho sofferta come un grande peso o delusione, forse in realtà semplicemente dentro di me ero già preparato, sentivo che mancava qualcosa per imporci. I Rams hanno meritato di vincere quella partita, non perché sono più forti, piuttosto perché sono stati più bravi di noi nell’imparare e adattarsi più velocemente e semplicemente a fare meno errori ed essere più disciplinati di noi. Si sono mostrati una squadra più matura, dobbiamo prendere esempio dai Rams. Detto questo forse dobbiamo ringraziare che sia successo in questo momento del campionato, l’aria che si respirava in allenamento e in generale nella squadra sapeva troppo di supponenza, serviva una bella zavorra che ci facesse rimettere i piedi per terra e che ci portasse a essere più critici nei nostri confronti, più tardi nel campionato sarebbe potuta diventare letale.

Migliori a vista d’occhio, coach Aldo dice che ti manca poco ad assurgere al ruolo di leader della squadra, cosa vorresti dire in proposito?

Ogni anno aggiungo skills al mio bagaglio personale da giocatore. Cerco di migliorare in continuazione negli aspetti su cui mostro delle criticità e questo mi sta portando a fare passi avanti e piano, piano ad essere un Qb migliore e completo, con le armi per poter agire bene in ogni situazione di gioco, ma c’è ancora tanto da fare. Come persona sono una di quelle che parla poco e cerca di dimostrare e guidare con il proprio lavoro, allo stesso modo sono come leader. Se ti dico qualcosa il più delle volte è perché voglio che quella cosa ti sia utile a migliorare oggettivamente e magari a rimetterti nella giusta via quando serve o per complimentarmi con te perché te lo meriti. Dall’altra parte però siamo tutti diversi e reagiamo in maniera diversa a determinati stimoli, è giusto che un leader sappia che tasti toccare e che li tocchi quando serve davanti a tutti i tipi di personalità. Ho ancora tanto da imparare, da far uscire e da dimostrare, certo ogni tanto mi pento di aver rifiutato l’ufficialità di essere un capitano, ma al tempo non mi ritenevo pronto e probabilmente ancora non lo sono, devo prima liberarmi da una spina nel fianco.

La linea offensiva ha promesso che ti avrebbe dato il tempo di bere un caffè prima di lanciare, stanno mantenendo le promesse?

La linea sta facendo un lavoro pazzesco, dobbiamo ringraziare i senior e i nuovi innesti per la voglia e la professionalità che ci stanno mettendo. Ricordo a tutti che senza la linea d’attacco perderai ogni singola partita, se stiamo andando bene è al 90% merito loro. Chiaramente c’è ancora tanto da imparare e come tutti sono persone e ogni tanto si perdono ma sanno anche ritrovarsi velocemente. Rispondo con una metafora che a parer mio è incalzante: Il caffè me lo fanno bere con calma e ho il tempo di leggere il giornale anziché guardare l’orologio perché devo uscire di corsa da casa, c’è fiducia!

In questi anni come sono cresciuti i Crusaders? Attualmente sembrate ancor più solidi

I Crusaders, da quando gioco, hanno vissuto un momento di declino e di risalita, come la stragrande maggioranza delle squadre al mondo. Nuove persone risolvono vecchi problemi, è qui il segreto del successo: le persone. In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro di recruiting che NON deve mai smettere, è l’unico modo per far crescere la squadra in maniera costante e duratura nel tempo.

E poi?

La seconda chiave per il successo è trasformare un gruppo di persone con una passione comune in fratelli che sanno che c’è altro oltre a una maglia uguale e amici con cui passi il tempo anche fuori dal campo perché davvero vuoi passarlo con loro. Una famiglia in cui sentirsi capiti e far uscire sé stessi e il divertirsi assieme facendo qualcosa che ami crea un legame diverso che porta a dare sempre il 100% e a fare sforzi e sacrifici che altrimenti non faresti. Deve esserci un motivo più alto, un vero e proprio culto e noi lo stiamo creando, anzi riportando alla luce.

Ora che avete passato il turno, con quale squadra vorreste scontrarvi in conference?

Personalmente ho diverse squadre con cui vorrei scontrarmi, molte a noi sconosciute il che mi attira. A partire dai Castelfranco Cavaliers agli achei Crotone, squadre forti che con cui mi piacerebbe metterci alla prova. Probabilmente però con le squadre con cui ci sono dei trascorsi e che ci hanno lasciato ferite aperte, penso agli Eagles Palermo, Thunders Trento, Elephants Catania e Rams Milano, nell’incontrarli ci sarebbe quel senso di rivalsa che renderebbe la sfida ancor più sentita.

In ogni caso qualsiasi squadra beccheremo sarà una battaglia, non sottovalutiamo nessuno e rimaniamo umili. O torniamo a casa vittoriosi e soddisfatti o comunque con il miglior allenamento possibile sulle spalle. Una cosa è certa, sarà una battaglia, i Crusaders picchiano duro e ci aspettiamo lo stesso dalle altre squadre.

Qual è il tuo rapporto con Coach Tim e coach Aldo?

Ho un ottimo rapporto con entrambi e con delle differenze importanti.

Aldo è una persona con un carattere particolare e invidiabile: equilibrato e sempre solare. È estremamente preparato e organizzato e da sé stesso per i cru. Con Aldo ho un rapporto più professionale, ci capita spesso di essere in divergenza nei pensieri e questo fa crescere entrambi perché c’è dialogo, difficilmente però il nostro rapporto si estende oltre a quello dentro al campo.

Tim è decisamente più istintivo e legato alle emozioni il che lo porta a essere molto empatico. Tim è il re del campo se dice qualcosa è legge, è un faro per noi. Con lui c’è un rapporto più di amicizia, ci sentiamo spesso e condividiamo più passioni, ha anche vissuto con me lo scorso anno per qualche settimana.

Fuori dal campo come sono i tuoi rapporti con la squadra?

Con i miei compagni c’è un rapporto fantastico. Siamo tutti molto uniti e c’è proprio un rapporto di fratellanza. Ci aiutiamo a vicenda, passiamo tanto tempo assieme fuori dal campo e ci conosciamo sempre di più. Questo come dicevo ha creato un ambiente che è difficilmente replicabile e porta a vantaggi sotto tutti i punti di vista. Siamo una famiglia.

Perché i Cusaders meritano un grazie gigantesco?

Per ciò che si è creato e che stiamo creando assieme. Dalla presidenza che dà il suo meglio per supportarci e metterci nelle migliori condizioni di continuare a crescere, agli allenatori che ci guidano e ci insegnano a essere giocatori e persone migliori, ai miei fratelli che sputano sangue e danno sé stessi sul quel campo perché ci tengono e non sono lì semplicemente per praticare uno sport. Infine grazie a tutte quelle persone che tifando e aiutando con i propri mezzi ci dimostrano tutti i giorni che non siamo soli e che ci sono persone che credono in noi e nella nostra missione, abbiamo una storia da raccontare.

Come vedi il futuro prossimo?

Dobbiamo continuare così, mattone dopo mattone e puntare all’obiettivo, abbiamo veterani da rendere fieri di star giocando con noi questi ultimi campionati. Ognuno sa dentro di sé che può migliorare, e probabilmente sa anche come poter migliorare, quindi è il momento di fare quel passo in più che ci può portare dove ancora non meritiamo ma che meriteremo perché non so se sia questo l’anno giusto ma il nostro tempo sta per arrivare. Un giorno saremo campioni e sarà bellissimo, sta a NOI⚔️.

DONATO MURGO INCARNA UN’ESEMPLARE PROFESSIONALITA’

L’alto livello di autocritica gli permette di crearsi le frecciatine più appropriate per il raggiungimento degli “anta”, avvenuto proprio in concomitanza con la trasferta nel Canavese. Donato Murgo, difensore consapevole, soprattutto dei limiti del proprio fisico, non si risparmia mai per la causa dei Cru. In nove anni di Football ha collezionato 45 presenze consecutive. Ad aiutarlo a perseverare in “questo fantastico sport” c’è anche il sacro credo di coach Tim che predica umiltà, disciplina e il mantenersi sani. Nessuno dubita di lui quando dice che darà il suo contributo ancora per lungo tempo.

Donato, siete tornati a vincere, chi ha pesato di più stavolta, l’attacco o la difesa?

In realtà è difficile dirlo, è stata in generale una partita sottotono per entrambi i reparti. Aver ottenuto comunque un risultato positivo (non sicuramente quello pronosticato), dopo un ottimo avvio e fasi alternate, darà sicuramente ulteriore spunto di studio e lavoro per l’ultima di partita del girone.

Come avete vissuto queste due settimane che vi hanno separato dalla sconfitta con i Rams?

Proprio per quello che abbiamo costruito dopo la battuta d’arresto di Milano (duro lavoro e impegno da parte di tutto il coaching staff come dicevo prima), si pronosticava un epilogo diverso, ma tutto serve per crescere e riconoscere sempre più le nostre capacità e limiti. Ma si volta pagina, fa parte del passato ora.

Come giudichi le prestazioni della difesa fino a questo momento?

Tranne queste due segnature subite da un team che ha messo il cuore in campo, devo onestamente dire che stiamo continuando un bel percorso di crescita già dallo scorso anno. Cambiano gli interpreti, ma la voglia di perfezionarsi in tutte le situazioni, a prescindere dall’ avversario, lo vedo sicuramente e positivo. Gli “incidenti di percorso” ci sono, parlo di sorprese tattiche dell’avversario, ma il mood è quello di essere sempre un branco e correggere subito le defezioni con la grinta ed esperienza di tutti. Non siamo mai soli.

Nel tuo piccolo come stai contribuendo a tenere alto l’umore nello spogliatoio?

Svolgendo un lavoro nelle forze dell’ordine, soprattutto su strada, ed essendo anche pignolo di natura, sono un po’ lo spauracchio della squadra in fatto di rispetto del codice della strada e simpaticamente non si perde mai l’occasione di interpellarmi per trovare qualsiasi pretesto per trovare il pelo nell’uovo in comportamenti giusti o sbagliati che siano specie dei più giovani. Tutto sommato però tra una battuta e un’altra, c’è sempre un continuo monito sulla sicurezza propria e altrui e questo alza, a prescindere, il morale di tutti noi.

Seppur con la qualificazione in tasca il prossimo impegno a Varese non è da prendere sottogamba o sbaglio?

Varese sarà ostica visti i loro progressi ma noi ci siamo. Il match va vinto, non riesco a pensare un risultato diverso.

Mi dici qualcosa su coach Nanni e su come riesce a tirare fuori il meglio da voi?

Nanni è un fratello maggiore, un padre, un coach e se non lo teniamo buono in side line, diventa pure il decimo giocatore, anche se non si può. Lui è sempre lì. Quando ti volti o sei in Timeout in piena partita ti sa dare lo stimolo giusto al momento giusto.

Stai pensando a qualcuno in particolare?

Alla mia compagna, che saluto pubblicamente. Nonostante mi abbia visto per qualche secondo alle 6 del mattino per farmi gli auguri di compleanno prima di affrontare la lunga trasferta torinese e rivedermi alle 2 notte (solo per citare la più recente). Lei è sempre presente a supportarmi e sopportarmi. A lei devo tutta la pazienza per le assenze lavorative/allenamento che spesso coincidono e prendono gran parte della settimana e giornata. In ultimo ringrazio gli amici fans che ci seguono in casa e fuori casa costantemente un caloroso abbraccio lo devo sempre a loro.

Grazie all’ufficio stampa per la puntuale professionalità e lo spazio concesso. Ci sentiamo l’anno prossimo per gli auguri dei 41 anni.

Ufficio Stampa Crusaders Cagliari

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