Briganti ancora scatenati, contro l’A-Team finisce 53-6

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Nuovo importante successo per i partenopei sotto gli occhi soddisfatti ed orgogliosi del Sindaco De Magistris. E ora caccia al primo posto nel girone.

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Continua la striscia vincente dei Briganti Napoli che, dopo aver battuto i Navy Seals Bari e i Rebels Castel San Giorgio, hanno la meglio anche sull’A-Team Abruzzo con il punteggio di 53-6 consolidando la loro qualificazione ai playoff e il loro momento positivo in vista delle fasi finali del campionato. Esattamente come accaduto nell’ultimo incontro con i Rebels tre settimane fa, i partenopei avevano assoluto bisogno di centrare una vittoria e di farlo rimanendo concentrati e disciplinati, dimostrando di aver assimilato i meccanismi su cui lavorano da ormai lungo tempo. Obiettivo centrato: i Briganti hanno condotto la loro partita con decisione e tenacia in tutti i reparti, anche con le seconde linee, riuscendo ad archiviare la gara già nel primo quarto.

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Primo quarto che porta il nome del running back e capitano dei Briganti, Gianni Lucarelli. I quattro touchdown segnati dai blu-oro nella prima frazione portano tutti la firma del #11, abile a prendere le misure alla difesa dell’A-Team nelle sue frequenti visite alla end zone e a sfruttare i blocchi corretti dei suoi compagni. I Briganti provano le trasformazioni alla mano nel PAT, andando a buon fine con i full back Annunziata e Curcio, portando il punteggio al termine del primo quarto sul 28-0. Grande merito va alla difesa, abile a non concedere iniziative agli avversari e a fermarli restituendo posizioni di campo estremamente favorevoli alla formazione dell’offensive coordinator Amedeo Carpentieri.

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Nel secondo quarto, nonostante l’ottimo avvio, i Briganti non si fermano: il tight end Conti è bravo a ricevere un lancio del quarterback Ausiello, a sfruttare la sua velocità e a planare in touchdown guadagnando altri 6 punti per la sua squadra. Il running back De Simone, poi, determinato nel seguire i blocchi dei suoi compagni, riesce a trovare la end zone per la seconda volta in due partite. I due rispettivi extra point e un field goal portano a 45 i punti segnati dai Briganti nel primo tempo, che però prima dell’intervallo si concedono una distrazione di troppo e permettono all’A-Team di andare a segno, accorciando le distanze. Il touchdown subito fa infuriare non poco l’head coach Stefano Chitos, per la sorpresa dell’A-Team che nota quanto anche una singola azione sia importante per il coaching staff avversario. Poco accade nel secondo tempo: i coach iniziano a ruotare gli uomini per provare altre soluzioni ed è il quarterback esordiente Palmieri a segnare per l’ultima volta con una bella corsa, subito seguito dal pari ruolo Manda che mette a segno la trasformazione da due punti che porta il punteggio sul definitivo 53-6.

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Un’affermazione certamente positiva per gli uomini di coach Chitos, che in settimana si era espresso fermamente sull’importanza di questa partita. I Briganti hanno risposto presente, tuttavia, come sostiene lo stesso coach, non esprimendosi ancora per quello che è il loro vero potenziale. L’attacco, nonostante sia diventato certamente più solido e concreto nel corso della stagione, continua a commettere troppe imprecisioni e a pestarsi i piedi da solo in più occasioni, mentre la difesa è colpevole di essersi fatta trovare impreparata sul touchdown dell’A-Team pur serrando le proprie file per tutto il resto dell’incontro. Questi errori, seppur solitari, possono costare caro e devono essere ridotti al minimo, soprattutto in vista del prossimo incontro. Ad attendere al varco i Briganti ci sono infatti gli Eagles Salerno, che vorranno difendere il loro primo posto nel girone, finora meritato, con le unghie e con i denti. Il 13 maggio i Briganti dovranno vincere con almeno 9 punti di vantaggio per conquistarlo, ma dovranno soprattutto giocare la loro miglior partita e impedire ai salernitani di capitalizzare sui loro errori, chiave delle ultime due sconfitte contro i rivali campani del girone B.

Lorenzo Pierleoni
Ufficio Stampa Briganti Napoli

Foto Giovanni Vitale

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